8 agosto 1999 - XIX domenica del Tempo Ordinario "A"
1 Re 19,9a,11-13a; Rm. 9,1-5; Mt. 14,22-33

 

OMELIA

Il racconto di Gesù che cammina sulle acque, che Matteo, Marco e Giovanni collegano al miracolo della moltiplicazione dei pani, riporta un’esperienza che lasciò una impressione profonda sui discepoli di Gesù. Ciascuno di questi tre Evangelisti racconta i fatti in modo un po’ diverso dagli altri due; ma in ciascun caso la storia trova il suo apice nell’incontro di Gesù con i suoi discepoli sul mare, e nelle parole sublimi e consolatrici di Gesù: "Coraggio, sono io, non abbiate paura."

Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù dice ai sui discepoli di recarsi in barca sull’altra riva del lago, mentre lui dal canto sui, dopo aver congedato la folla, va in montagna a pregare. Quindi, sul far del mattino, viene loro incontro camminando sulle acque. Marco introduce qui un dettaglio che può sembrare curioso, ma che è di una grande importanza. Dice che Gesù "li stava oltrepassando, o che "stava passando loro accanto", quando lo videro. Come faceva a oltrepassarli, dal momento che veniva appunto per incontrare loro? L’espressione è evidentemente un’allusione ad una delle scene più forti dell’Antico Testamento.

Mosè voleva vedere il volto di Dio. Ma Dio gli disse che non poteva vedere il Suo volto e vivere; però aggiunse: "farò passare tutta la mia bontà davanti a te, e proclamerò il mio nome davanti a te (Es 33,19). Dio lo Invitò allora a recarsi sulla cima del monte Oreb, con queste parole: "Quando la mia gloria passerà, ti metterò nell’anfratto della roccia, e ti coprirò con la mia mano, fino a quando ti abbia oltrepassato" (Es 33,22).

La storia di Elia (la nostra prima lettura) è una ripetizione di ciò che accadde a Mosè. Elia si nascose nel medesimo anfratto di roccia, "Ed ecco che il Signore passò e ci fu un vento impetuoso da spaccare le montagne e spezzare le rocce davanti al Signore" (1 Re 19,11). E quando ci fu la brezza leggera, Elia fece l’esperienza della presenza di Dio.

In realtà, Dio passa costantemente accanto a noi. Il più delle volte non siamo consapevoli del suo passaggio, o perché siamo distratti, o perché siamo ripiegati su noi stessi, o perché cerchiamo di trovarlo negli eventi straordinari, mentre passa vicino a noi nella persona di un fratello, di un amico, di un povero che ha bisogno del nostro aiuto, ecc.

Mosè fu rinviato al suo popolo. La stessa cosa accadde con Elia. I discepoli, dopo il loro incontro con Gesù, si ritrovarono immediatamente sull’altra riva del lago, pronti a cominciare una nuova giornata di lavoro missionario con Gesù.

Nella nostra vita, Dio ci dà dei momenti di intensa intimità con Lui, come a Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Thabor, e noi vorremmo talvolta dire come Pietro: "E’ bello per noi stare qui; costruiamo tre tende…". Ma la nostra esperienza di Dio quaggiù è l’esperienza di un Dio che passa molto semplicemente accanto a noi nella persona di altri esseri umani.

 

Traduzione italiana da Anna Bozzo