25 luglio 99 -- XVII Domenica del Tempo Ordinario "A"
1 Re 3,5.7-12; Rm 8,28-30; Mt 13, 44-53

O M E L I A

(pronunciata nel Monastero di Mokoto, Repubblica Dem. del Congo)

Le tre parabole che abbiamo ascoltato appartengono ad una lunga serie di parabole nel Vangelo di Matteo, e ne abbiamo già sentite diverse le domeniche passate. Le altre erano quelle del seminatore, della zizzania, e del granello di senape. Oggi abbiamo quelle del tesoro nascosto, della perla preziosa e della rete gettata in mare.

Anche se le parabole contengono sempre un insegnamento morale, non dobbiamo dimenticare che esse ci parlano, prima di tutto, non già di noi stessi e degli atteggiamenti che dobbiamo avere, ma del Regno di Dio. Così, per esempio, nella parabola del Seminatore, la prima preoccupazione era il seme in se stesso, cioè il Regno di Dio, più che la terra che riceve questo seme. Così, pure oggi, la parabola del tesoro nascosto e della perla preziosa vogliono farci capire innanzi tutto il valore assoluto del Regno, rappresentato da questo tesoro e da questa perla. Quando capiamo questo carattere assoluto, soltanto allora siamo capaci di stabilire delle giuste priorità nelle nostre vite, e di fare i sacrifici necessari per entrare in possesso di questo Regno.

In tutte le parabole del Regno l’idea fondamentale è sempre la stessa: questo Regno è già quaggiù, ma non è ancora pienamente realizzato. Noi non lo possediamo ancora pienamente. Tuttavia non si tratta di attendere passivamente la venuta di questo Regno, ma di lavorare alla sua costruzione. E ciò richiede la rinuncia a tutto ciò che non è il Regno. Se noi comprendiamo il valore di questo tesoro, ci distaccheremo da tutto il resto per comprare il terreno dove esso si trova. Se noi ci rendiamo conto di quanto preziosa è questa perla, non esiteremo a vendere tutto, per procurarcela. Le parabole vogliono attirare la nostra attenzione sul valore del terreno e della perla, più che sul prezzo da pagare.

Gesù ci ha già ricordato, nel Discorso della Montagna, che il cuore del cristiano non può essere diviso tra Dio e il denaro, tra Dio e un qualunque idolo. In questo contesto è bene sentire anche la storia del re Salomone (prima lettura). Salomone ha avuto le sue grandezze e le sue debolezze. Ma ciò che di lui il Popolo di Israele ha ricordato maggiormente, è la saggezza e la sua capacità di far regnare la giustizia nel suo regno. All’inizio del suo regno ebbe una visione, in cui Dio gli diceva: "domanda ciò che vuoi, e te lo darò". E quale fu la risposta di Salomone? – " Dà al tuo servitore un cuore pieno di giudizio per discernere tra il bene e il male."

Vi sono situazioni nella vita, in cui le scelte da fare sono chiare, per esempio, quando si tratta di scegliere tra il bene e il male. La scelta buona può domandare coraggio, ma non è difficile sapere qual è la scelta da fare. Vi sono tuttavia molte situazioni in cui le cose non sono così chiare, e dove, per acquisire il bene ultimo, occorre rinunciare a numerosi beni parziali. Queste situazioni esigono una grande dose di saggezza. Questa saggezza è lo Spirito di Dio, lo Spirito di Gesù. Domandiamo la grazia di essere guidati da questa Saggezza, che sola può darci la luce e la forza necessarie per vendere tutto, al fine di acquisire la perla preziosa del Regno di Dio.